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  • Gruppo Fantoni

Fantoni e l’industria 4.0

Un forte processo di innovazione produttiva ha visto il gruppo friulano realizzare un nuovo impianto produttivo nel cuore del campus di Osoppo. Fantoni fa il punto della situazione e guarda alle nuove sfide produttive che lo attendono.

A maggio 2017 è stato prodotto il primo pannello in MDF nato dal Plaxil 8, un innovativo impianto per la produzione di pannelli in MDF che apre nuove frontiere produttive nel settore. Un investimento da 80 milioni di euro che rappresenta l’investimento più rilevante nella filiera italiana legno-arredo degli ultimi dieci anni, una risposta decisiva al programma nazionale “Impresa 4.0”.

Un impianto gigantesco con 8.500 mq di superficie contenente la pressa più grande d’Europa (65m) e la seconda al mondo, una capacità produttiva di 1.400 mc al giorno, una riduzione del 4% del consumo di legno e del 30% di acqua. A ciò si aggiunge l’azzeramento del consumo di gas per il processo produttivo grazie all’integrazione di un impianto di cogenerazione.

Un ennesimo passo avanti compiuto nel segno dell’innovazione digitale e del rispetto ambientale, tema caro alla famiglia friulana che da sempre investe anche nei miglioramenti dei processi ambientali anticipando di qualche anno, come in quest’ultimo caso ove si è realizzato un importante impianto di trattamento fumi, la normativa europea.

Frutto della più che trentennale esperienza del gruppo Fantoni nella produzione del pannello MDF, i concetti impiantistici realizzati rappresentano un significativo sviluppo tecnologico con caratteristiche di unicità che avranno ricadute sia sui costi di produzione che sugli aspetti qualitativi e commerciali, grazie anche alle caratteristiche di interconnessione attivate con il sistema gestionale centrale SAP.

Plaxil 8 – che sostituisce due impianti considerati obsoleti (Plaxil 4 e 5) ma ne recupera gli impianti di defibrazione del legno e il magazzino di stoccaggio grazie ad un impianto di trasporto completamente automatizzato – si inserisce armoniosamente nel campus progettato a fine anni ‘60 dall’architetto Gino Valle ed è stato progettato dal figlio dello stesso, Pietro Valle, che conduce lo studio di quello che fu uno dei massimi esempi di capacità progettuale completa, dall’oggetto al sito industriale, al mobile.

Più complessa la sfida di Pietro Valle, che per le dimensioni enormi dell’impianto ha dovuto adeguare più volte il progetto dell'involucro edilizio che dialoga con diversi macchinari interni ed esterni e supporta tutta una serie di passaggi impiantistici che rimangono a vista e connettono Plaxil 8 con gli impianti limitrofi.